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Il Lambrusco racchiude sapori e odori unici, come la terra da cui proviene.

Le terre vocate alla produzione del Lambrusco si trovano nelle provincie di Reggio Emilia, Modena, Parma e Mantova.

I consorzi di tutela sono:

  • consorzio marchio storico dei lambruschi modenesi
  • consorzio di tutela del lambrusco di Modena
  • consorzio per la Promozione del Marchio Storico dei Vini Reggiani
  • consorzio vini mantovani
  • consorzio tutela vini emiliani

Il lambrusco, che al suo interno presenta un copioso numero di differenti varietà, è profondamente legato al territorio di produzione per caratteristiche climatiche, geologiche, morfologiche e pedologiche. Le varietà più note di Lambrusco sono: Salamino, Sorbara, Grasparossa, Marani, Maestri e Malbo gentile.

Entriamo nel particolare dei territori di Reggio Emilia e Modena: i due capoluoghi del Lambrusco.

Il territorio di Reggio Emilia è diviso in una zona “pianeggiante” tra i 2 e i 70 metri sul livello del mare e una zona appenninica tra i 70 e i 400 metri sul livello del mare. Entrambe le zone sono vocate alla produzione del REGGIANO LAMBRUSCO ottenuto dalle varietà Salamino, Grasparassa, Marani, Maestri, Sorbara e Malbo gentile che possono essere presenti in percentuali differenti o anche singolarmente all’interno dello stesso vino.

I suoli di pianura sono prevalentemente argillosi e molti ricchi di carbonato di calcio, reazione (pH) e disponibilità di ossigeno mentre i suoli appenninici sono formati da materiali derivati da rocce a prevalente componente carbonatica, tenere e facilmente alterabili: peliti, marne e argilliti.

La varietà che più di tutte esprime il territorio Reggiano è il lambrusco Salamino che risulta essere molto bilanciata fra valori di acidità, livello di zuccheri e tannino.

La provincia di Modena è invece divisa in tre territori: La zona vocata al Sorbara, la zona vocata al Grasparossa di Castelvetro e la zona vocata al Salamino di Santa Croce.

La Zona di Produzione del Vino DOC Lambrusco di Sorbara è localizzata in:

Provincia di Modena e comprende il territorio dei comuni di Bastiglia, Bomporto, Nonantola, Ravarino, San Prospero e, in parte, il territorio dei comuni di Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Modena, Soliera e San Cesario sul Panaro. I territori sono prevalentemente pianeggianti e i suoli, a medio impasto, sono sciolti e sabbiosi e donano particolare eleganza ai vini prodotti. Il Sorbara, inoltre, risulta avere un livello di acidità molto più alto rispetto al livello zuccherino, rendendo il vino stesso molto tagliente ed affilato: perfetto per accompagnare piatti ricchi e sostanziosi che virano su ingredienti particolarmente grassi. La zona di produzione del lambrusco Grasparossa di Castelvetro si divide in alta pianura, chiamata sub-collinare, e collina modenese, nominata collinare. Nella zona collinare i suoli sono costituiti da argille sabbiose o da argille marnose che risultano poco permeabili dando origine a produzioni poco abbondanti. Nella zona sub-collinare invece il terreno risulta composto da limi e sabbie limose su un fondo di ghiaie che rendono il terreno molto permeabile.

La zona di produzione del Salamino di Santa Croce è collocata nella “bassa modenese” a nord-est della provincia stessa. I terreni sono dotati di grande fertilità e la formazione di essi è dovuta all’accumularsi di sedimenti depositati in seguito ad alluvioni di vari corsi d’acqua di fiumi terreni che attraversavano la pianura modenese. Sono ricchi di limi, sabbie e argille in parti quasi uguali.

L’ultima tipologia è il Modena DOC ovvero un uvaggio di più lambruschi coltivati nel territorio modenese.

È quindi facilmente intuibile che il lambrusco rappresenti un variegato mondo di vitigni e sottozone al suo interno che sono profondamente legate al territorio in cui il lambrusco stesso viene coltivato e prodotto.

Il nostro legame con la terra? Un sapere che si tramanda di generazione in generazione...